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News

14 gennaio 2019

MOBILITAZIONE 15 marzo a Roma

Il 15 marzo a Roma 10 mila lavoratori delle costruzioni manifesteranno per chiedere il rilancio del settore, che dall’inizio della crisi ha perso 600 mila posti di lavoro e 120 mila aziende La manifestazione, che sarà il culmine di una serie di iniziative che si terranno in tutta Italia già a partire dalle prossime ore, è stata annunciata dai sindacati FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, in una conferenza stampa nei cantieri della Metro C di Roma.“Nelle aziende, nei cantieri, nei territori – hanno detto ai giornalisti i segretari generali delle tre sigle, Vito Panzarella, Franco Turri, Alessandro Genovesi – incontreremo i lavoratori delle costruzioni per confrontarci sul futuro del settore, che rischia davvero di scomparire senza investimenti, una programmazione e una politica industriale per la creazione di lavoro, e in assenza di interventi per la messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici e privati. Inoltre chiederemo incontri ai prefetti ed alle istituzioni locali e proporremo a livello nazionale l’istituzione di un tavolo per una strategia di rilancio e di riqualificazione del settore”. Tra le altre proposte dei sindacati ci sono un nuovo piano di investimenti, il completamento di tutte le opere avviate e l’avvio di quelle per le quali ci sono risorse, l’istituzione di un Fondo nazionale di garanzia creditizia, interventi mirati sul sistema bancario nazionale, investimenti sulla qualificazione delle stazioni appaltanti, una revisione mirata del Codice Appalti, la messa in campo di nuove misure per le politiche abitative, il potenziamento del sistema degli incentivi, la promozione della qualificazione delle imprese, il rafforzamento del meccanismo del Durc e misure per contrastare il dumping contrattuale, che riduce diritti e tutele, in particolare su salute, sicurezza, formazione. RILANCIARE IL LAVORO, RILANCIARE IL PAESEPiattaforma di mobilitazione di FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgilper il settore delle costruzioniIl Paese, dopo primi timidi segnali di ripresa, rischia di tornare in una fase di recessione. Mancanza di investimenti, mancanza di unapolitica industriale per la creazione di lavoro, schizofrenia rispetto ai programmi pluriennali per le infrastrutture, assenza di interventi perla messa in sicurezza del territorio (dissesto idrogeologico) e degli edifici pubblici e privati (rigenerazione, antisismico), interventi fiscalivolti a premiare l’evasione e a mettere in discussione la progressività, si sommano ad una manovra finanziaria che punta più a meriinterventi assistenzialistici che non al rilancio dell’occupazione.Eppure gli spazi per una politica volta a creare nuova e stabile occupazione e per difendere il lavoro ve ne sarebbero, se solo ilGoverno prendesse atto che, di fronte ai grandi problemi del Paese, serve una grande stagione di confronto e collaborazione con leforze sociali e produttive.La piattaforma varata da CGIL, CISL e UIL, il 22 ottobre scorso contiene infatti proposte ed idee utili al Paese, ai lavoratori e alleimprese di cui chiediamo si tenga conto. Dentro questa più generale rivendicazione per il lavoro e lo sviluppo si colloca lamobilitazione di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil per il rilancio del settore delle costruzioni e dei materiali dopo 10 anni di crisi chehanno comportato la perdita di 600 mila posti di lavoro, la scomparsa di 120 mila aziende (il 90% delle quali artigiane e di piccoledimensioni) e il collasso di grandi imprese e cooperative, con il conseguente blocco di importanti opere infrastrutturali.La crisi dei grandi gruppi industriali (Condotte, Astaldi, CMC, Toto, ecc.), amplificata anche dal sistema di partecipazione e diaggiudicazione delle gare, non è solo una crisi da mancanza di lavoro, ma anche “crisi da incertezze” (sui cantieri aperti o inprogramma) e “crisi di liquidità”, e rischia di produrre sulle medie e piccole imprese e sugli artigiani uno spaventoso “effetto domino”.Eppure l’Italia è uno dei Paesi che ha più bisogno di un Piano Straordinario per la messa in sicurezza del territorio, contro i tanti, troppidisastri che distruggono vite e mettono in ginocchio intere province e regioni, e che rendono essenziale percorrere la strada dellapianificazione e della prevenzione. [Leggi tutto]

25 ottobre 2018

FILLEA CGIL TORINO SI RIPARTE

Confermato il Segretario Generale della Fillea CGIL di Torino,mercoledì 23 ottobre il V° Congresso della Fillea CGIL di Torino ha rieletto con il voto Marco Bosio per il suo nuovo mandato da Segretario Generale.La FILLEA CGIL di TORINO, come ha fatto in passato e continuerà a fare in futuro, si batterà senza tregua e senza risparmiarsi nella difesa dei diritti , dignità , salute e salario di tutti i lavoratori del Comparto Edile.Il sostegno dei delegati, dei lavoratori e della Confederazione ci permetterà di continuare ad avanzare, trovando soluzioni condivise anche quando soluzioni sembra non essercene.Marco Bosio : Ringrazio tutti per la fiducia nuovamente riposta in me , confermo la mia squadra a tutti i livelli, con loro continueremo a batterci per ulteriori conquiste e tutele per tutti i lavoratori del nostro Comparto . A lavoro e alla lotta !!!! [Leggi tutto]

16 ottobre 2018

V° CONGRESSO FILLEA CGIL TORINO

Il 23 Ottobre 2018 si svolgerà il V° Congresso della FILLEA CGIL DI TORINO, ALL'INTERNO DEI LAVORI CONGRESSUALI VI SARA' UNA TAVOLA ROTONDA SU SICUREZZA E LEGAITA' DAL TITOLO :“QUADRO ATTUALE E PROSPETTIVE DELL'EDILIZIA”Porterà i saluti Ill.mo Dott. Renato Saccone Prefetto di TorinoI PARTECIPANTI : Un Responsabile della ITL di Torino Dott. Tommaso Montrucchio Direttore INAIL Torino Dott. Diego Sarno Coordinatore Regionale Avviso PubblicoDott. Federico Menaldo Vice Presidente ANCE Torino Marco Bosio Segretario Generale Fillea CGIL Torino Modera i Lavori il Dott. Massimiliano Quirico Direttore Sicurezza e Lavoro La Tavola Rotonda avrà il seguente orario : ore 11/13,45 [Leggi tutto]

26 settembre 2018

COMUNICATO STAMPA FILLEA CGIL NAZIONALE

Decreto Salvini su immigrazione, il più grave atto razzista del governo a trazione leghista.Fillea Cgil: Continueremo a batterci in difesa di lavoratori, cittadini stranieri e profughi. I grandi processi vanno governati.Il Ministro Salvini ieri 24 settembre ha fatto approvare dal Consiglio dei Ministri all’unanimità il decreto a lui intitolato su immigrazione e sicurezza. Dopo il blocco della nave Aquarius, la chiusura dei porti italiani, la triste vicenda della nave Diciotti, l’escalation di razzismo e xenofobia del Governo italiano a trazione leghista ha compiuto il suo capolavoro, la tempesta perfetta.Immigrazione & Sicurezza, ovvero gli Italiani saranno al sicuro solo riducendo ai minimi termini il diritto di asilo politico e quello della cittadinanza: è questo il primo punto del decreto. Una riforma in materia di asilo e immigrazione che ci fa tornare indietro di decenni, contro la quale gli alleati penta stellati non hanno fatto opposizione. Il decreto ora dovrà ora essere inviato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che dovrà dare la sua autorizzazione. Nello specifico viene abolita la protezione umanitaria attraverso nuove disposizioni in materia di concessione dell’asilo che annullano quanto era previsto dal Testo unico sull’immigrazione.Non saranno più sufficienti i seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano. Non basterà più la causale della fuga da emergenze, conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in paesi extraUe. Non basterà più la persecuzione nel proprio paese, essere vittima di tratta o lo sfruttamento lavorativo in Italia: si tira una linea netta su tutte queste motivazioni ed i cittadini stranieri non potranno più recarsi alle prefetture per chiedere la protezione internazionale e lo status di rifugiato, ne’ tanto meno denunciare molte forme di lavoro nero ed essere tutelati.Questo tipo di permesso di soggiorno non potrà più essere concesso dalle questure e dalle commissioni territoriali, né dai tribunali. Ci saranno solo dei “casi speciali” per alcune categorie di persone, vittime di violenza domestica o grave sfruttamento lavorativo (cosa si intende per grave? Occorrono le catene?), per chi ha bisogno di cure mediche perché si trova in uno stato di salute gravemente compromesso o per chi proviene da un paese che si trova in una situazione di “contingente ed eccezionale calamità”. C’è poi un permesso di soggiorno per chi si sarà distinto per “atti di particolare valore civile”. Oltre a questo il decreto prevede l’allungamento da 90 giorni a 180 giorni del periodo di permanenza nei Cpr, ex Cie, in attesa del rimpatrio forzato. I richiedenti asilo e i migranti irregolari potranno essere trattenuti ai valichi di frontiera.Infine, se il rifugiato tornerà nel paese d’origine, per una qualsiasi temporanea necessità (la morte di un proprio caro, per esempio) perderà la protezione internazionale. Sarà infine ridotto il sistema di accoglienza ordinaria oggi vigente attraverso gli Sprar gestiti dai comuni, modello virtuoso di accoglienza. Anche le norme sulla cittadinanza sono state pesantemente modificate, la domanda per l’acquisizione della cittadinanza diventa discrezionale e potrà essere rigettata anche se è stata presentata da chi ha sposato un cittadino o una cittadina italiana. E’ un decreto inaccettabile, barbaro, incostituzionale che avrà il solo risultato di aumentare il numero di migranti clandestini, irregolari nel nostro paese e di intasare i tribunali di cause e vertenze. Aumenterà l’insicurezza dei cittadini migranti oggi residenti nel nostro paese e fomenterà ulteriormente il clima di odio artatamente creato dal ministro Salvini. Non sono queste le risposte al fenomeno migratorio,che deve essere una risposta complessa e articolata nel giusto equilibrio accoglienza e controllo. In Italia non c’è nessuna invasione di massa e soprattutto non sono i migranti il nostro problema: gli stranieri sono stati usati come strumento di propaganda politica e anche oggi che i partiti xenofobi e razzisti sono al governo, continuano ad essere usati come esche, come carne al macello, per combattimenti tra fazioni politiche. Le risposte al fenomeno migratorio dovrebbero essere opposte: protezione, inserimento lavorativo e sociale, percorsi migratori legali e corridoi umanitari.Il sindacato degli edili della Cgil oltre ad occuparsi con orgoglio di un grande numero di lavoratori stranieri, oltre a combattere per garantire protezione e diritti alle vittime del caporalato (tutte perché lo sfruttamento è sempre tale, non vi possono essere “gradi” accettabili o non accettabili di lavoro nero) e del falso distacco transazionale, ha sempre discusso di occupazione legale, di formazione professionale per i richiedenti asilo anche nell’ultimo rinnovo contrattuale. E continuerà a farlo.Continueremo a batterci per garantire ai lavoratori senza distinzione un lavoro dignitoso e una dignitosa esistenza in Italia, come in ambito europeo ed internazionale. I nostri “nemici” non sono i giovani che scappano dalla guerra, ma i caporali, le imprese scorrette che alimentano lavoro nero, dumping, mancanza di sicurezza nei cantieri, che evadono il fisco ed indeboliscono, così, lo stato sociale. E dovremmo mettere oggi tutte le nostre forze affinché politiche internazionali più intelligenti, un ruolo diverso dell’Europa e il coordinamento tra Stati e Organizzazioni internazionali possa governare meglio tali flussi, distribuirli in modo equilibrato, aiutare i tanti enti locali che stanno investendo su reti e modalità di inclusione attiva ed utile a tutti i cittadini. [Leggi tutto]

31 luglio 2018

SINDACATI SU GRANDI OPERE

SINDACATI SU GRANDI OPERE  Fermare tutto sarebbe sbagliato, il paese ha bisogno di grandi infrastrutture. Così in un comunicato i segretario generali di Fillea Filca Feneal Genovesi, Turri, Panzarella “L’alta velocità/alta capacità così come il passaggio da gomma a ferro o ai corridoi del mare sono una sfida fondamentale per un Paese che muove ancora il 90% delle merci con un inquinante e costoso trasporto su tir. La connessione con i grandi corridoi europei è parte indissolubile del rilancio delle nostre aziende manifatturiere e non solo e per rompere l’isolamento delle aree interne. Le infrastrutture servono al Paese per ridurre quel costo aggiuntivo che limita la nostra capacità competitiva. Queste le ragioni per andare avanti con la Torino-Lione, queste le ragioni per evitare di aggiungere al danno (la mancata realizzazione), la beffa di far pagare ai cittadini oggi le penali contrattuali, domani la mancanza di competitività. Vale per la Torino-Lione, vale per il Terzo valico e la Gronda, per il Brennero, per la Napoli-Bari, per la Sassari Olbia o la Siracusa-Gela, vale per decongestionare nodi ferroviari fondamentali come Firenze o per potenziare la nostra capacità di guardare al mediterraneo, vale per la Ionica e per il potenziamento della linea Adriatica. Vale per la realizzazione di quanto previsto dai contratti di programma di Ferrovie o di Anas, gli unici miliardi di euro veri messi a disposizione per gli investimenti. Si mettano cioè i bisogni del Paese prima di campagne elettorali permanenti che non servono a lavoratori e cittadini”. Cosi in una nota Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi, Segretari Generali di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil. [Leggi tutto]

19 luglio 2018

FIRMATO IL CCNL ANCE e COOP

CCNL EDILIZIA, SIGLATO IL RINNOVO 
È stato finalmente raggiunto stanotte l’accordo per il rinnovo del contratto dell’edilizia, che interessa più di un milione di addetti. Il comunicato di Fillea Filca Feneal ed il testo dell'accordo Il contratto, sottoscritto dai sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil con Ance e Coop, prevede da un punto di vista salariale un aumento a parametro 100 (operaio comune) di 55 euro (71,50 operaio specializzato), l’aumento di altri 2 euro (a parametro 100, che diventano 2,6 per operaio terzo livello) del contributo collettivo obbligatorio per la Previdenza complementare (Prevedi), un aumento totalmente a carico delle imprese delle aliquote per sanità integrativa (0,35% sulla massa salari) e di quelle per il Fondo Prepensionamento (+0,10%, arrivando allo 0,20). Previsto anche un versamento di 0,10 per la costituzione di un Fondo per incentivare l’occupazione giovanile. Salvaguardato infine il secondo livello di contrattazione territoriale individuando nel 1 luglio 2019 la data per la ripartenza delle trattative di 2° livello. La scadenza del contratto è stata fissata al 30 settembre 2020, allineandola alla fine dell’anno Cassa Edile. Spiegano i segretari generali Panzarella, Turri, Genovesi: “Abbiamo mantenuto la funzione salariale del contratto con aumenti sui minimi tabellari secondo le prassi e le specificità in atto nel settore dell’edilizia, in piena sintonia con l’Accordo Interconfederale del 9 marzo scorso firmato da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, che riconosce al Ccnl sia una funzione salariale certa, sia una funzione di sostegno a forme di welfare integrativo di natura bilaterale. Inoltre abbiamo concordato importanti innovazioni - proseguono i leader di Feneal Filca Fillea - che favoriranno una stagione di contrattazione territoriale importante, per dare coerenza alla filosofia e alle prescrizioni contrattuali. L’obiettivo raggiunto è stato quello di rimettere le Casse Edili al centro di servizi a favore dei lavoratori, con costi gestionali ed un’efficienza del sistema coerenti con la loro missione sociale e con un 1,05% sia alle imprese che ai lavoratori”. Previsto il rilancio delle scuole edili e dei CPT per la sicurezza, con una particolare attenzione alla formazione dedicata alle nuove tecniche costruttive, ai nuovi materiali, all’industrializzazione 4.0 del cantiere. Tra le novità più significative il potenziamento del Fondo nazionale per il ricambio generazionale, “per favorire il raggiungimento del pensionamento anticipato agli edili che abbiano i requisiti soggettivi individuati da apposito regolamento” e l’istituzione di un Fondo per incentivare l’occupazione giovanile “anche al fine di qualificare sempre di più il settore”.
Inoltre, per la prima volta è stata “riconosciuta la possibilità alle Partite Iva presenti in cantiere di poter accedere alle Cassa Edili, in particolare alla formazione, all’aggiornamento e alle prestazioni relative a salute e sicurezza. Si tratta di un caso concreto di contrattazione inclusiva per ricomporre diritti e tutele che si rivolge potenzialmente a circa 200 mila persone, non imprese artigiane, figure specialistiche come restauratori, archeologi, geometri, architetti, ecc.” Si valorizza la funzione del sistema bilaterale tradizionale in materia di welfare “con la costituzione del Fondo Nazionale paritetico per l’assistenza sanitaria integrativa a favore di tutte le maestranze e degli impiegati, alimentato da un’aliquota totalmente a carico delle imprese complessivamente dello 0,60% a favore degli operai, da versare in cassa edile su un minimo di 120 ore e da un contributo specifico dello 0,26% della retribuzione per gli impiegati. La Cassa Edile svolgerà la funzione di sportello a favore degli operai”. Adesso le sfide da affrontare “sono la lotta al dumping contrattuale, e quindi l’applicazione del contratto edile a tutti i lavoratori impegnati nei cantieri, e la vera ripresa del settore, con la realizzazione delle infrastrutture necessarie al rilancio del Paese e con l’accelerazione della cantierizzazione di più opere possibili. Con questo contratto le parti sociali confermano l’importanza di investire su un sistema di relazioni industriali che sempre di più deve mettere al centro l’impresa ed il lavoro di qualità, scommettendo sul futuro del settore”, concludono i tre segretari generali. [Leggi tutto]

30 marzo 2018

Si è consumata 'ennesima tragedia sul lavoro. Ma stavolta non si tratta di un'incidente mortale, ma di un “suicidio economico”.

 Un carpentiere di Orbassano, Ivan Simion, si è tolto la vita ieri mattina (29 marzo). Il suo corpo è stato trovato impiccato nel Parco di Stupinigi. La motivazione di questo gesto estremo è stata scritta dallo stesso lavoratore in un biglietto: la preoccupazione economica dovuta al mancato pagamento di retribuzioni arretrate. [Leggi tutto]

Archivio

Fillea informa 

Scarica Fillea Informa (.pdf): 1 - 2345 (Inchiesta sicurezza - Questionario sicurezza) - 678910 - 11 - 12 - 13 - 14